DJTEN, una corsa a Milano, una corsa che non evoca alcuna emozione se non la propria dell'aver corso, ma la domenica grazie ad un pugno di persone è diventata speciale. Alle 19.00 circa abbiamo festeggiato, con una festa a sorpresa il compleanno del Cap. Cosi. Abbiamo anche scoperto che fortunatamente lo sbarco in Normadia a sorpresa non è stato organizzato dai Marziani :-)
Una serata splendida, a casa della splendida Popi con tanti e tanti amici, mancava il portabandiera e la mancanza creava un certo vuoto. Una serata divertente, spumeggiante. Un grazie a tutti i miei amici.
Però e c'è un però, perché questo titolo ? Semplice in questi giorni è in discussione in Parlamento, che poco parla e poco ascolta, un DDL sulle intercettazioni telefoniche, che come tutti gli italiani sanno è sicuramente uno dei principali problemi dell'Italia, sicuramente più della borsa che crolla, del potere di acquisto degli stipendi sempre decrescente, della contrazione dei consumi data dall'aumento dell'IVA, dallo spread, dai BOT, dai BTP, dal fatto che il debito pubblico sale con una velocità impressionante, che il Paese è ingessato, che la FIAT lascia confindustria e butta al cesso un secolo di legislazione sul lavoro coi plausi del governo e la latente complicità dei sindacati... grazie, come dicevo, a questo DDL importantissimo, presto non si riuscirà più a mantenere un blog o un sito di opinioni.
Copio, forse per l'ultima volta da Wikipedia Italia il testo del comma 29 del DDL
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Peccato che questo paese ormai morto sia inerte senza più la capacità di indignarsi e di reagire per proteggere la cosa più sacra di una democrazia la libertà di opinione e di indipendenza segno ormai della morte celebrale del paziente Italia.
Già che sono in vena di citazioni ne riporto un'altra
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Peccato! L'Italia di Mazzini, l'Italia della Resistenza è ormai svanita e tradita.
Biscottino è il nome che mi sono dato da fotografo, con questo nome corro coi Podisti da Marte. Andrea è il nome che porto nella vita, vita che con me è stata gentile mi ha dato amaro e dolce, luci ed ombre, amore ed odio.
martedì 4 ottobre 2011
domenica 25 settembre 2011
Stralugano 2011
Dopo Stoccolma abbiamo fissato come appuntamento ufficiale la Stralugano di 10 Km. Oggi finalmente la corsa. Il tutto era iniziato decisamente male: nella serata di domenica mi cade il MAC nuovo, che nonostante il suo guscio robusto rimane seriamente danneggiato, poi nove nuvole all'orizzonte per motivi personali, che non riguardano minimamente la Pat, questi pensieri mi tolgono il sonno e la notte passa con decisamente poche ore di sonno nel contasonno. Alla fine alle 5.03 AM suona la sveglia, ormai è fatta, si parte per la Svizzera, l'ordinata a precisa Svizzera. Già subito i primi preparativi ci indicano che siamo in ritardo per recuperare Rita, bene, penso, la mattina inizia con la stessa stella della sera. Recuperiamo Rita e facciamo rotta su Lugano, il TOM TOM, che il Dio della CPU lo strafulmini ci fa entrare in Svizzera da una frontiera secondaria - ancora chiusa - e ci fa prendere una strada panoramica per Mendrisio, strada tutta sui monti con tanto di cerbiatti. Amen! penso, ho comprato il TOMTOM "romantic pleasure", strada chiusa si va un po' a caso e finalmente Mendrisio e poi Lugano. Parcheggiamo senza problemi e senza problemi riusciamo ad espletare tutte le formalità, navetta, pettorali, deposito borse. Nel mentre una forte acidità di stomaco inizia ad assalirmi ed inizio a pensare che non sarà una giornata facile.
Andiamo a fare colazione, e dopo la colazione inizia a raddrizzarsi un po'. Troviamo Ylenia e il gruppo Marziano aumenta. Io sono l'anziano in mezzo alle "belle gnocche" come direbbe il nostro mitico Compa.
Finalmente la corsa inizia e mi lascio alle spalle le spighe del giorno prima, lo stomaco va bene e inizio a correre, corro bene, la gamba va bene, il ginocchio risponde bene. Vediamo, però, purtroppo che Ylenia deve abbandonare per un forte dolore al ginocchio Sx la salutiamo. Ale decide di correre piano piano con me e così al piccolo trotto, ma costanti iniziamo la nostra 10 Km.
La corsa va bene, riesco anche a scambiare battute con Ale e questo è un buon segno, indice che, nonostante il poco allenamento riesco ancora a correre.
Questa corsa mi ha fatto pensare a due cose.
la prima è che 10 Km per molti non sono nulla, molti neppure escono di casa per correre 10 Km, oggi per me sono, invece, stati tutto. 10 Km dopo mesi di "non corsa" è stato un traguardo importante, segno di aver lavorato bene sul ginocchio, segno di esserci nonostante tutto.
La secondo è un sentimento personale, stupido e piccolo. Io nella mia vita sono stato solamente una volta a Lugano. Sono andato nel 1982 a Lugano con mio papà ad acquistare un farmaco dal nome strano: "Mustargen". Ricordo bene quella "gita", ricordavo benissimo la scacchiera sul lungo lago, la cittadina, la polenta a Chiasso; non ricordavo, invece, il nome della farmacia. Farmacia Vittoria, mi ha detto mio papà al telefono non appena l'ho chiamato dopo la corsa. Ho subito guardato il tracciato e ho visto che ci siamo passati davanti. Il Mustargen era per me, ed avrebbe segnato di lì a breve l'inizio della mia chemioterapia. Oggi posso guardare a Lugano con occhi diversi, oggi è stata una bellissima giornata, ho corso 10 Km nella città dove ricordi dolci ed amari, la bellezza di essere solo con mio papà in una gita e l'amaro del futuro che mi attendeva, si miscelavano in un mix strano, oggi il mix è più dolce e vincente, oggi ho corso a Lugano.
Ah dimenticavo ho corso il 1:09:37,4 conseguendo il 390esimo posto della categoria 10-M40. Lento, ma oggi non avrei potuto dare di più. Oggi sono felice. Oggi Ale ha corso con me e tutto questo non ha prezzo.
Grazie Ale! Grazie Podisti da Marte.
lunedì 19 settembre 2011
Missione numero 29 LILT. Compiuta
Sabato suona la sveglia, non è un sabato qualunque, è il sabato della missione marziana numero 29, la mia prima missione marziana post infortunio, ma soprattutto la prima missione marziana dopo le ferie.
Per me è una mattina "complicata", bisogna svegliarsi, passare a recuperare nel box la "pappa" per l'orso travestito da cane che ci aspetterà nella ridente località di Sologno, nonostante tutto riusciamo ad essere puntuali in piazza Castello.
Arriviamo in piazza e troviamo già una nutrita, seppur piccola, folla. Runner, amici; gli amici di tante sgambate, ma anche persone nuove mai viste. Vediamo i volontari della LILT, uomini e donne a cui bisogna togliersi il cappello, mostrare rispetto per il lavoro che compiono per sostenere, veramente, le ONLUS.
Guardando in giro la mente mi riporta subito in appuntamenti molto importanti della mia infanzia e adolescenza, la mente mi porta subito al primo giorno di scuola. L'atmosfera è molto simile, ci si guarda in giro cercando gli amici più cari, ci si saluta tutti, si parla delle vacanze e dei progetti futuri, di un nuovo anno che inizierà. Nella ricerca, ovviamente, trovo anch'io gli amici più cari, tutti mi fanno immeritatamente i complimenti per Stoccolma, mi chiedono del ginocchio e si parlotta. Sono felice, felice di essere nuovamente in pista, di poter nuovamente correre, correre con i marziani, correre per una ONLUS. Sarò sincero, e molti inorridiranno per questo, ma mi piace immensamente di più correre qui, coi miei amici durante le marzianate che durante le gare blasonate ed ufficiali. Preferisco correre qui dove conta la solidarietà ed il sorriso, che dove contano tempi e sponsor. Abbiamo conosciuto anche Federico Tarantola, che con le sue due belle medaglie ci ha fatto rivivere le emozioni di aver sostenuto Special Olympics e ci ha fatto essere fieri per la sua impresa, questa è l'impresa che va invidiata e lui è l'uomo con cui dobbiamo congratularci. Bravo Taranto Bolt !!

Trovo anche Annarita Briganti, finalmente in strada con le scarpette ed il costume da bagno sexy che, finalmente, corre. Che gioia!
Alla fine, nonostante il mio pessimismo, alla fine questi chilometri passano e passano in fretta, le mie pulsazioni salgono, ma questo è lo scotto da pagare dopo un infortunio pesante, la condizione di forma diventa pessima e nel mio caso che atleta non lo sono mai stato la condizione di forma diventa pietosa.
La sera, ovviamente, tutti ad aspettare le foto, foto di questa marea umana gialla che per un giorno invade con la sua gioia la fredda, ed anche un po' anonima Milano, presto arrivano le foto di Capasso, Rita, Dominique e tanti altri e quindi ci si ferma davanti allo schermo a guardare gli scatti, a cercarsi e a cercare gli amici.
La festa, almeno per me, è ricominciata. Sono felice.
P.S. in questa missione abbiamo anche festeggiato un matrimonio di una copia di perfetti sconosciuti ai quali faccio i miei migliori auguri, sperando che l'onda gialla resti almeno un po' nei loro ricordi .
venerdì 19 agosto 2011
martedì 16 agosto 2011
Midnattsloppet 2011 Stoccolma
Il 18 gennaio di quest'anno eravamo tranquillamente seduti sul nostro divano quando dalle pagine di facebook un nostra amica polacca, Hanna, scrive di una corsa fantastica che si svolge di notte in una meravigliosa città: Stoccolma. Hanna, che parla molto bene l'italiano, scrive "Chi viene alla Midnattsalcazzo?" Realizziamo in un attimo che la corsa è in una città meravigliosa, che sono 10 km perfetti per il nostro programma che doveva portarci alla prima mezza maratona e senza esitare alle 22:12 del 18 gennaio eravamo iscritti. Pettorale numero 14064 per me e 14065 per Ale. Pronti e felici per aver compiuto in meno di 15 minuti una follia, iscriversi ad una dieci chilometri notturna a Stoccolma.
La serata è passata euforica, con messaggi di varie persone su facebook, chi viene, chi forse viene, chi non viene e persone da convincere, ma noi avevamo già fissi negli occhi il PDF che ci permetterà di partecipare alla Midnattsloppet del 2011.
Che serata, euforie su euforie, la corsa a Stoccolma, studi per la preparazione alla mezza e per il sabato SCI, per me un grande ritorno e per Ale la prima volta. Ricordo che l'emozione la gioia e l'euforia vibravano nell'aria nuova della nostra casetta.
Arrivò il 22, una giornata bellissima anche se fredda, qualche esitazione data dalla ruggine, ma poi i gesti, imparati da bambino, ritornavano naturali e così passava una bellissima giornata sulla neve, divertente come non accadeva da anni, intensa come tutte le mie giornate che quando divido la mia vita con Ale. In serata però il patatrac, caduta stupida e il menisco laterale si ricorda di essere messo nel ginocchio e risponde all'appello lesionandosi. La lesione del menisco aggiunta alla totale mancanza del legamento crociato portano al mio stop forzato in attesa di un intervento. Però quella gara, alla quale mi ero iscritto pochi giorni prima, risuonava nella testa. Il mio viaggio a Stoccolma la mia 10 km a Stoccolma, quella corsa podistica che sembrava bellissima non potevano sfuggire in così poco tempo, per colpa di una stupida caduta.
Fatto sta che il 18 aprile, esattamente, 3 mesi dopo, ero alla Clinica Humanitas per l'intervento essendo però riuscito a correre sia la Stramilanina con i miei nipoti, sia la mia tappa alla MCM, sia la RUN530 di Milano, una parte dei desideri si era avverata, ma quella corsa al Nord, al freddo, nella città di Stoccolma risuonava ancora nella testa, ma vedevo anche cosa era accaduto alla mia gamba. Il 18 aprile 2011 la mia gamba non si alzava dal letto, era bendata con un tubo nella rotula e, sinceramente, la corsa si stava allontanando dai miei pensieri. nei giorni e nei mesi precedenti all'intervento credevo fosse semplice, un taglio e un po' di riabilitazione e tutto tornava come prima, ma ci sono voluti i giorni ed i mesi a seguire l'intervento per farmi capire che le mie valutazioni, sebbene reali, non erano propriamente attinenti alla realtà.
Però, accidenti, quella corsa a Stoccolma, l'avevo li sul gozzo, non mi andava giù di perdere l'occasione di correre questa corsa. Ho trovato un medico, un bravo medico, Santo Praticò (detto anche "su bene giù bene") che mi ha ascoltato, ha capito ed ha iniziato a sognare con me per ogni istante e per ogni giorno. Guardava i miei progressi e alimentava il sogno, i giorni passavano il ginocchio si stabilizzava e così nell'ultimo test del 28 luglio decidiamo che si può fare, che si può pensare di correre l'intera corsa.
L'8 agosto mi imbarco sull'aereo che mi porterà in quel di Stoccolma, per visitare - anzi rivisitare - la città e per correre.
Il 13 trovo i miei amici marziani, Peppe coi suoi amici sardi, Hanna (la madrina dell'evento), Francesco e
Andrea; pranziamo e al mio fianco, a sostenermi, la splendida Ale.
Finalmente arriva l'ora alle 21 appuntamento allo stadio con i Marziani, saluti baci, li troviamo anche Popi, Simona "la regina delle nevi" e un ragazzo del quale non ricordo il nome amico di Hanna e Francesco.
Si vede la folla, una marea di persone con la maglietta arancione, una marea a gente che dovrà correre questi 10 km. Iniziano le mie prime preoccupazioni.
Salutiamo tutti e ci prepariamo ad andare nello stadio per depositare un borsino con dentro una felpa ed un paio di pantaloni per il dopo corsa. Peppe mi saluta e mi promette di esserci quando arriverò al traguardo, ma io sicuramente penso "se arriverò".
Entriamo nello stadio, posto dove lasciare le sacche, e veniamo accolti da un freddo devastante in un primo momento ci chiediamo se ci fosse l'aria condizionata ed il perché, ma ci accorgiamo che lo stadio è un campo di hockey su ghiaccio e la nostra borsa è finita dritta dritta sul campo gelato :) curioso luogo per mettere le borse.
Andiamo al nostro scaglione 4B, tempo previsto tra i 55 ed i 59 minuti, guardo la fascia e mi viene da sorridere, questo tempo per me non solo è irraggiungibile, ma addirittura inizio a pensare seriamente che non finirò la corsa.
Troviamo un posto tranquillo per il riscaldamento, il ginocchio Sx è diesel e deve essere scaldato bene prima di iniziare, tant'è che ai primi passi di corsa zoppico abbastanza vistosamente. Stretching, esercizi di stabilizzazione e finalmente iniziano i primi passi sciolti. Inizio a pensare che almeno 1 km dovrei riuscire a farlo.
Abbiamo deciso di correre con bandiera marziana (immeritatamente, almeno per me che di sicuro non ero un gran rappresentante) e con cappello vichingo in testa. Francesco aveva i fiori e ognuno di noi ne ha preso qualcuno da distribuire. In onore del Compa ho atteso una gran gnocca per distribuire il primo mazzolino, appena prima della partenza regalo il mazzolino ad una signora - piuttosto attempata - che mi ringrazia e mi guarda con uno sguardo amabile di chi vede in quel gesto ed in quel piccolo mazzo di fiori una cosa imponente.
Inizia la corsa, siamo nella gabbia, attendiamo di partire. Sul palco un gruppo di ballerini ci fa danzare a ritmo di musica per aiutare e terminare il riscaldamento, la partenza viene suggellata da fiamme, insomma, una vera potenza.
Iniziamo, il ritmo studiato con Santo per riuscire a terminare i 10 km è lento, molto lento, 7,20 - 7,40 min/km questo permette di non mettere a dura prova l'articolazione e la mia soglia aerobica che in questi mesi di inattività s'è abbassata ancor più di quanto già non fosse bassa. Inizio a correre facendomi trasportare dal Garmin e facendo attenzione a non superare quel ritmo, ottimo, corro bene, non zoppico e la gamba non mi fa male; riesco anche a conversare. BENE!
La corsa avanza e la corsa è una festa, un tripudio di gioia. Circondati da una folla Svedese che ci incita, noi, i Viking, siamo adorati, ragazzine (citando Andrea Persico "CHE RAGAZZINE) impazziscono, chiedono il 5, urlano.
I km passano per i primi 5 tutto bene, nessun problema, ma dal quinto, purtroppo, la curva altimetrica non è più piatta e cominciano i problemi. La mia gamba, in questi mesi, è stata programmata per correre sul piano e lo scompenso muscolare sul quadricipite è ancora abbondante. Le prime salite sono dure, ma le discese ancor di più, nella discesa il muscolo debole deve evitare di andare sul legamento (che almeno adesso c'è) ma essendo debole non riesce ad impedirlo sempre e la discesa è dolorosa. Decido allora, nell'economia della gara e dell'articolazione, di camminare sulle salite impegnative e sulle discese.
Non nego che in generale c'è ancora molta paura, paura di compromettere nuovamente il ginocchio e paura di passare - involontariamente - i limiti, insomma, paura di farsi male. Questa era la prima volta in assoluto che miei piedi ritoccavano l'asfalto, dal 15 aprile non ho mai più corso sull'asfalto.
Nei tratti camminati sentivo ancor di più la presenza della gente, gente di Svezia, che ama lo sport e che vede nella corsa un momento di festa e di gioia collettivo.
In aggiunta alla già precaria, ed onestamente, difficile situazione durante le giornate precedenti un paio di scarpe da passeggio, che uso da 2 anni almeno, mi hanno procurato una vescica enorme intradita sul piede destro che dal 7 km ha iniziato a fare veramente male, problemi si sommano a problemi. :)
Alla fine mi porto a casa questi 10 km, riuscendo a vedere nel percorso scenari bellissimi. Sono anche riuscito a godermi le ballerine brasiliane (poi ballerine, ballerini ... la cosa è sempre dubbia) che ballavano la samba.
Taglio il traguardo tenuto per mano dalla mia Ale. Piccola chicca finale sul traguardo uno speaker attende ed intervista a caso, attirato anche lui dalla bandiera decide di intervistare i Viking. Così tutto il pubblico al traguardo scoprono che i Viking sono italiani, non vengono da Marte, sono innamorati d questa corsa e sicuramente saranno nuovamente a Stoccolma per le prossime edizioni.
Penso ad Ale che si è penalizzata per correre con me, non nego che sono felice di averla avuta al mio fianco, mi spiace solo che avrebbe potuto correre questi 10 km con una buona performance. Ritiro la medaglia, molto bella, bevo, prendo una banana (per mangiarla, con le ballerine brasiliane in giro va precisato) e trovo Peppe che pur avendo concluso con un tempone ha mantenuto la promessa e mi ha aspettato, abbracciarlo è stato bellissimo, non avrei mai pensato di poter tornare a correre in meno di 4 mesi dall'intervento chirurgico. Sono felice!
Alla fine guardo il Garmin e mi arriva conferma dal tempo ufficiale letto in hotel, i miei 10 sono passati in 1:23:12, un'eternità, tantissimo, ma per me un miracolo un vero miracolo.
Questa non è la fine, oggi è il 16 e stasera dovrò tornare dal fisioterapista per recuperare gli scompensi muscolari e terminare il lavoro, ma oggi so che la mia gamba può reggere 10 km.
Oggi sono felice.
giovedì 4 agosto 2011
...manca poco
E' un po' che manco su questo blog, troppe cose e troppi pensieri in questi lunghi giorni, ma stasera ... beh stasera guardavo, mentre Ale (la Pat) sgambettava a destra ed a manca, con un mio infinitesimo aiuto, la valigia che si stava riempiendo delle nostre umili cose da portare in Svezia.
Guardavo la valigia e pensavo che alla fine sto vedendo ed assistendo piano piano ad un miracolo che si sta materializzando davanti ai miei occhi.
18 aprile 2011 - 13 agosto 2011 meno di 4 mesi e sto mettendo, seriamente, le cose per correre nella valigia che partirà - e forse anche arriverà - nella città di Stoccolma dove il sottoscritto, a meno di 4 mesi dall'intervento, proverà seriamente e concretamente a percorrere questi 10 km.
é un miracolo, un sogno, spero di riuscire a non deludere nessuno, in prima battuta me stesso, e di riuscire a farcela.
Ci vediamo a Sttocolma.
Guardavo la valigia e pensavo che alla fine sto vedendo ed assistendo piano piano ad un miracolo che si sta materializzando davanti ai miei occhi.
18 aprile 2011 - 13 agosto 2011 meno di 4 mesi e sto mettendo, seriamente, le cose per correre nella valigia che partirà - e forse anche arriverà - nella città di Stoccolma dove il sottoscritto, a meno di 4 mesi dall'intervento, proverà seriamente e concretamente a percorrere questi 10 km.
é un miracolo, un sogno, spero di riuscire a non deludere nessuno, in prima battuta me stesso, e di riuscire a farcela.
Ci vediamo a Sttocolma.
lunedì 11 luglio 2011
11 luglio 2011
TEST! questa era la parola che ha pervaso la mia giornata. Oggi, infatti, erano programmati i test di carico per verificare se il lavoro della fisioterapia stava producendo i risultati sperati.
I test consistono in tre fasi distinte: la visita, il test di soglia e il test isocinetico.
Oggi mi presento e assieme al medico si fa questa visita al ginocchio che consiste in vari arcani gesti - tra cui saltellare con due e con una gamba, camminare sui talloni e altre cose ancora - la misurazione della gamba indica che la sinistra ha preso 1,5 cm di circonferenza e la destra 1, che i polpacci sono cresciuti e i glutei ormai sembrano quelli marmorei di Pippa. Finita la visita, che constata 130 gradi di flessione, partiamo per il primo test: la soglia.
Il mio test di soglia consiste nel correre sul tapis una rampa: 3 minuti a 7 km/h, 3.5 minuti a 9 km/h, 3.5 minuti a 11 km/h e 4 minuti a 13 km/h, ad ogni incremento della soglia viene prelevata una goccia di sangue e misurata la concentrazione di acido lattico. Sono riuscito a fare 3 dei 4 step previsti arrivando per la prima volta a correre a 11 km/h sul tappeto e a farlo per più di un minuto.
Alla fine il test più duro, l'isocinetica. la macchina isocinetica è una specie si leg extension dove però la resistenza al movimento non avviene tramite dei pesi, ma tramite una forza applicata e calcolata da un computer in base alla spinta impressa dalla gamba, nel test di effettua il lavoro di resistenza e di potenza, prima sulla gamba sana e poi sulla matta.
Oggi ho fatto tutto, ho dato tutto e sono riuscito a superare i test, la forza nella gamba è sufficiente e lo scompenso con l'altra nei limiti.
Che accade ora? bhe semplice accade semplicemente che il programma varia portandomi allo step successivo che consiste nel recuperare forza in palestra ed iniziare il programma specifico per la cora sul campo in erba. Finalmente i miei piedini torneranno a correre su una superficie "vera" e non una superficie rarefatta come quella del tapis roullant. Vuol dire anche che il sogno potrebbe concretamente realizzarsi, vuol dire che inizio seriamente a pensare che potrei camminare con qualche corsetta l'intera corsa di Stoccolma del 13 agosto, la famosa MidNightSalcazzo - come l'ha chiamata la mia amica Hanna.
Questo era il sogno nascosto che covava dentro di me fin dal lontano 18 aprile, oggi il sogno inizia a fare capolino, anche se, il responso finale e totale lo avremo al prossimo test il 28 luglio.
I test consistono in tre fasi distinte: la visita, il test di soglia e il test isocinetico.
Oggi mi presento e assieme al medico si fa questa visita al ginocchio che consiste in vari arcani gesti - tra cui saltellare con due e con una gamba, camminare sui talloni e altre cose ancora - la misurazione della gamba indica che la sinistra ha preso 1,5 cm di circonferenza e la destra 1, che i polpacci sono cresciuti e i glutei ormai sembrano quelli marmorei di Pippa. Finita la visita, che constata 130 gradi di flessione, partiamo per il primo test: la soglia.
Il mio test di soglia consiste nel correre sul tapis una rampa: 3 minuti a 7 km/h, 3.5 minuti a 9 km/h, 3.5 minuti a 11 km/h e 4 minuti a 13 km/h, ad ogni incremento della soglia viene prelevata una goccia di sangue e misurata la concentrazione di acido lattico. Sono riuscito a fare 3 dei 4 step previsti arrivando per la prima volta a correre a 11 km/h sul tappeto e a farlo per più di un minuto.
Alla fine il test più duro, l'isocinetica. la macchina isocinetica è una specie si leg extension dove però la resistenza al movimento non avviene tramite dei pesi, ma tramite una forza applicata e calcolata da un computer in base alla spinta impressa dalla gamba, nel test di effettua il lavoro di resistenza e di potenza, prima sulla gamba sana e poi sulla matta.
Oggi ho fatto tutto, ho dato tutto e sono riuscito a superare i test, la forza nella gamba è sufficiente e lo scompenso con l'altra nei limiti.
Che accade ora? bhe semplice accade semplicemente che il programma varia portandomi allo step successivo che consiste nel recuperare forza in palestra ed iniziare il programma specifico per la cora sul campo in erba. Finalmente i miei piedini torneranno a correre su una superficie "vera" e non una superficie rarefatta come quella del tapis roullant. Vuol dire anche che il sogno potrebbe concretamente realizzarsi, vuol dire che inizio seriamente a pensare che potrei camminare con qualche corsetta l'intera corsa di Stoccolma del 13 agosto, la famosa MidNightSalcazzo - come l'ha chiamata la mia amica Hanna.
Questo era il sogno nascosto che covava dentro di me fin dal lontano 18 aprile, oggi il sogno inizia a fare capolino, anche se, il responso finale e totale lo avremo al prossimo test il 28 luglio.
Iscriviti a:
Post (Atom)




