Lunedì tornavo dal dentista, avevo ancora i postumi di una anestesia sui molari inferiori con conseguente paralisi del labbro inferiore, di metà lingua e anche sulla parte bassa del mento. Ero li tranquillo sulla metro che pensavo ai fatti miei, pensavo alla giornata di domenica, a dubbi, perplessità sul futuro quando entrano tre ragazzi, probabilmente varesotti, che guardati rappresentavano perfettamente lo stereotipo dei ragazzi moderni. Erano spocchiosi e razzisti iniziano ad intavolare una splendida discussione sui massimi sistemi: il governo Monti. Premettendo che non avevano alcuna conoscenza di diritto costituzionale così era una scemenza dietro l'altra, toccando gli innumerevoli temi caldi di questi giorni parlavano con assoluta tranuillità di indici di borsa e spread ( io non manco come si scrive ...) alla fine delicatamente sono arrivati a toccare il tema pensione decidendo che la cosa migliore da fare era rubare qualcosa per andare in galera così da farsi mantenere a spesedello Stato, ovviamente nel migliore stile erano altresì convinti che, una volta ripulite le patrie galere tramite una serie di esecuzioni mirate sui crimini più atroci (l'immigrazione clandestina per esempio), si dovesse mandare a lavorare i detenuti. Nella metro non ero l'unico interessato ascoltatore di queste perle di saggezza ma due ragazzi, a metà tra i disadattati sociali e i clochard, entrati portando una borse di plastica con dentro un registratore a cassette ed un monitor da 17 pollici a tubo catodico in braccio, stavano ascoltando schifati i discorsi leghisti di questi ragazzi. Ad un certo punto il più anziano dei due ed anche il più mingherlino, ha esordito chiedendo se fossero mai stati in galera per sapere così bene come si stava. Il ragazzo leader del gruppo, quello che sentenziava ed inanellava una perla di saggezza dietro l'altra, dopo un po' di tentennamenti e vista l'insistenza del suo inquisitore si decide a rispondere, ovviamente, in modo negativo. Allora il clochard, lasciando tutti, ma proprio tutti, a bocca aperta comunicò con una semplicità ed un candore al ragazzo che lui in galera c'era stato, che la galera è terribile, che spesso ti ritrovi a fare cose che sono inenarrabili, confessando con ancor più candore - e qui uso le sue parole che credo siano eloquenti - "io in galera l'ho preso nel culo e non mi è piaciuto, ma ho dovuto farlo e mi sono ammalato, ora cerco di sopravvivere fino a che una morte terribile mi porterà via".
Nel vagone scese un silenzio ed un imbarazzo innaturale per una corsa all'ora dell'uscita delle scuole. I ragazzi appena iniziata la frase sorrisero, ma poi si resero conto della affermazione terribile.
Ora, io non sono convinto che a quella età si possa comprendere fino in fondo, complice l'effetto branco la lezione di onestà che questo povero uomo, nella sua semplicità, ha impartito a questi piccoli spocchiosi di provincia (con tutto il rispetto per la provincia, dove ci sono nato e cresciuto per oltre 40 anni), ma so solo che molte persone uscendo dal vagone lo hanno salutato, altre gli hanno stretto la mano ed altre ancora abbracciato.
Tutto questo è accaduto nella città di Milano, incredibile città di Milano, così fredda, così asciutta ma anche miracolosa.
Per una volta sono stato felice che il dentista abbia torturato la mia bocca più del dovuto.
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Sent by iPad
Biscottino è il nome che mi sono dato da fotografo, con questo nome corro coi Podisti da Marte. Andrea è il nome che porto nella vita, vita che con me è stata gentile mi ha dato amaro e dolce, luci ed ombre, amore ed odio.
mercoledì 16 novembre 2011
domenica 13 novembre 2011
Bello, ma ...
Oggi il mio blog, come accade ormai da tempo, non ha più molti lettori, pochi leggono e pochi scrivono. D'altro canto anch'io ho ormai poco da dire. Questo fenomeno avviene anche su facebook e probabilmente anche nella vita reale. Sono ormai subissato dagli eventi e dalle personalità. Lo fece notare anche Marinz sulla locandina della corsa di Cesano, nessuno cagò la mia foto ma tutti scrissero commenti alla foto di Ale. Lo stesso dicasi per le mie foto, mi sforzo di fare belle immagini, scatti curati per poter esprimente un minimo delle mie capacità, accorgendomi poi che la foto con "più mi piace", che ha attirato la maggiore attenzione è stata quella della mezza di Ale. Certo lei ha la capacità di stregare e di piacere alle persone, rappresenta la parte più bella, più viva e vincente. Ha sempre un bel sorriso e le persone si ricordano sempre di lei. Io invece rappresento l'esatto opposto.
Mi guardo e non mi piaccio, non ho un bel sorriso, non ho un bel fisico, sono scoppiato e le persone non si ricordano praticamente mai di me; "Marziani" che sabato mi salutavano al fianco di Ale, la domenica mi incrociano indifferenti quando lei sta correndo.
Quindi alla fine, non ho più nulla da dire, ma il brutto è che non ho più nulla da fare, non so cosa fare. Mi sarebbe piaciuto ... ma non sono riuscito (il filo conduttore della mia vita). Gli eventi non si dominano, si subiscono. Oggi ho subito un evento molto felice, ma anche personalmente molto triste.
Ora devo prendere una pausa di riflessione, importante, per scoprire se alla fine molte delle cose che sto facendo sono interessanti oppure no, se le sto facendo per me o sono solo lo specchio di una personalità ed una vita che non è mia.
Quindi le manifestazioni podistiche, chiamate anche gare, sono sospese, la mezza di Parigi è in forse e vedremo cosa porta il futuro nella mia vita. Ciò che so, è che sicuramente digerita la cosa, Ale avrà solo benefici nel correre da sola o tirata da Peppe. Ho visto oggi alla partenza, assorbita nel gruppo di corridori, veri, tanto da non accorgersi della mia presenza ed era ovvio che l'avrei raggiunta li. Ho visto oggi l'arrivo, l'abbraccio a Peppe e la sua immensa felicita per la persona che l'ha tirata in gara. Con me al suo fianco non l'avrà, io posso accompagnarla, tenerle la borsa e vederla arrivare felice, ma questo è ciò che voglio? .
Anche il blog per un po' va in ritiro, perchè anch'esso, senza il suo titolare che lo alimenta non ha nulla da dire.
A presto, o forse a mai più, miei cari ed unici lettori. (ma 'ndo siete).
La mia gambetta soffre, soffre di debolezza e per non farla più soffrire ho deciso di smettere la fisioterapia, ormai divenuta inutile, in quanto l'articolazione è a posto, per dedicarmi ad una preparazione più specifica con il mio Personal Trainer - che ormai cura anche Ale e quindi ha molte più soddisfazioni. Il programma iniziato ha come obbiettivo recuperare i 4 cm mancanti in circa un mese di lavoro, inserendo anche del lavoro finalizzato all'atletica, anche se atletico non sono. Questo lavoro porta a poter correre una sola volta alla settimana e nono di più. Questo week end avevo un problema, certo non serio, ma comunque un piccolo quesito, come accade spesso nella vita, da risolvere. Sabato si correva la missione marziana ed oggi l'alpine cup. Ho fatto un po' di scena, atteggiandomi a divo, scrivendo su facebook del mio dilemma. Dilemma, però, che non era minimamente presente in me che già sapevo benissimo cosa fare. Ovviamente, come sapete, la mia decisione cadde sulla missione marziana. So che molti - quei due o tre - che leggeranno le mie parole non sono d'accordo, una gara è pur sempre una gara. C'è l'iscrizione, la partenza, l'arrivo, il pacco gara - che non ritirerò, in quanto è per chi corre non per chi non corre - insomma ci sarebbero tutti gli elementi per far si che l'alpine cup fosse la scelta giusta. Io invece senza alcun dubbio ho scelto la missione, non ho scelto la missione per "tutto quello che abbiamo fatto con 1 ora di corsa al mese bla bla", ma ho scelto la missione perchè è bello, essa racchiude tutto ciò che io desidero dalla vita, correre con gli amici, condividere dei momenti, correre con qualcuno che ami. Ho scelto la missione perchè ho corso con voi ed ho corso con Ale. L'alpine cup non mi avrebbe dato nulla di tutto ciò, avrei corso da solo, tutti impegnati in distanze per me irraggiungibili, tutti a parlare di fatiche del 17 km etc etc, sarei stato - come lo sono oggi che non ho corso - solitario. Poi la missione mi ha permesso di correre con Ale, sapere di averla li a fianco a me, comunque, sapere di condividere qull'ora, che ha portato si al raggiungimento di un obiettivo comune, ma che è stato fatto correndo con la persona che ami. La persona che aspetti se è più lenta a fare un nodo, che aiuti se si dovesse trovare in difficoltà, alla quale indicare l'appiglio migliore sullo stretto, ripido e faticoso sentiero di montagna così come sul medesimo sentiero della vita. Alla fine, per me, esserci stato alla missione è stata una grande gioia, l'alpine cup, tornerà forse, ma perchè io corra devono esserci tutti i presupposti per farlo, sarò supponente ed altezzoso? Può darsi. L'alpine cup sarà la prima mezza maratona di Ale e di questo ne sono fiero e felice, ma...
domenica 9 ottobre 2011
Oggi è il giorno della consapevolezza
Oggi sono stato a casa, ho atteso Ale che tornasse dall'arrancabirra, una corsetta passeggiata difficoltosa nella Val d'Aosta, ho visto il dislivello di quota, la velocità con cui è stata percorsa e mi sono reso conto di una cosa, o forse l'ho sempre saputa ma non volevo ammetterlo, che è inutile, non riuscirò mai e poi mai a star dietro. Sarei scoppiato nell'arrancabirra, scoppio nella corsa. Io che atleta non sono mai stato, è ora che la smetta di prendermi in giro atleta non diventerò.
Vedo le foto radiose, divertite, di un mondo che non mi appartiene, ma qual'è il mondo che mi appartiene?
Ora diventa la parte difficile. Rendersi conto che si è forestieri, stranieri; come cambiare tutto ciò?
Sono sinceramente confuso e silenziosamente spaventato.
Vedo le foto radiose, divertite, di un mondo che non mi appartiene, ma qual'è il mondo che mi appartiene?
Ora diventa la parte difficile. Rendersi conto che si è forestieri, stranieri; come cambiare tutto ciò?
Sono sinceramente confuso e silenziosamente spaventato.
martedì 4 ottobre 2011
Tra poco pirati o forse no
DJTEN, una corsa a Milano, una corsa che non evoca alcuna emozione se non la propria dell'aver corso, ma la domenica grazie ad un pugno di persone è diventata speciale. Alle 19.00 circa abbiamo festeggiato, con una festa a sorpresa il compleanno del Cap. Cosi. Abbiamo anche scoperto che fortunatamente lo sbarco in Normadia a sorpresa non è stato organizzato dai Marziani :-)
Una serata splendida, a casa della splendida Popi con tanti e tanti amici, mancava il portabandiera e la mancanza creava un certo vuoto. Una serata divertente, spumeggiante. Un grazie a tutti i miei amici.
Però e c'è un però, perché questo titolo ? Semplice in questi giorni è in discussione in Parlamento, che poco parla e poco ascolta, un DDL sulle intercettazioni telefoniche, che come tutti gli italiani sanno è sicuramente uno dei principali problemi dell'Italia, sicuramente più della borsa che crolla, del potere di acquisto degli stipendi sempre decrescente, della contrazione dei consumi data dall'aumento dell'IVA, dallo spread, dai BOT, dai BTP, dal fatto che il debito pubblico sale con una velocità impressionante, che il Paese è ingessato, che la FIAT lascia confindustria e butta al cesso un secolo di legislazione sul lavoro coi plausi del governo e la latente complicità dei sindacati... grazie, come dicevo, a questo DDL importantissimo, presto non si riuscirà più a mantenere un blog o un sito di opinioni.
Copio, forse per l'ultima volta da Wikipedia Italia il testo del comma 29 del DDL
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Peccato che questo paese ormai morto sia inerte senza più la capacità di indignarsi e di reagire per proteggere la cosa più sacra di una democrazia la libertà di opinione e di indipendenza segno ormai della morte celebrale del paziente Italia.
Già che sono in vena di citazioni ne riporto un'altra
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Peccato! L'Italia di Mazzini, l'Italia della Resistenza è ormai svanita e tradita.
Una serata splendida, a casa della splendida Popi con tanti e tanti amici, mancava il portabandiera e la mancanza creava un certo vuoto. Una serata divertente, spumeggiante. Un grazie a tutti i miei amici.
Però e c'è un però, perché questo titolo ? Semplice in questi giorni è in discussione in Parlamento, che poco parla e poco ascolta, un DDL sulle intercettazioni telefoniche, che come tutti gli italiani sanno è sicuramente uno dei principali problemi dell'Italia, sicuramente più della borsa che crolla, del potere di acquisto degli stipendi sempre decrescente, della contrazione dei consumi data dall'aumento dell'IVA, dallo spread, dai BOT, dai BTP, dal fatto che il debito pubblico sale con una velocità impressionante, che il Paese è ingessato, che la FIAT lascia confindustria e butta al cesso un secolo di legislazione sul lavoro coi plausi del governo e la latente complicità dei sindacati... grazie, come dicevo, a questo DDL importantissimo, presto non si riuscirà più a mantenere un blog o un sito di opinioni.
Copio, forse per l'ultima volta da Wikipedia Italia il testo del comma 29 del DDL
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Peccato che questo paese ormai morto sia inerte senza più la capacità di indignarsi e di reagire per proteggere la cosa più sacra di una democrazia la libertà di opinione e di indipendenza segno ormai della morte celebrale del paziente Italia.
Già che sono in vena di citazioni ne riporto un'altra
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Peccato! L'Italia di Mazzini, l'Italia della Resistenza è ormai svanita e tradita.
domenica 25 settembre 2011
Stralugano 2011
Dopo Stoccolma abbiamo fissato come appuntamento ufficiale la Stralugano di 10 Km. Oggi finalmente la corsa. Il tutto era iniziato decisamente male: nella serata di domenica mi cade il MAC nuovo, che nonostante il suo guscio robusto rimane seriamente danneggiato, poi nove nuvole all'orizzonte per motivi personali, che non riguardano minimamente la Pat, questi pensieri mi tolgono il sonno e la notte passa con decisamente poche ore di sonno nel contasonno. Alla fine alle 5.03 AM suona la sveglia, ormai è fatta, si parte per la Svizzera, l'ordinata a precisa Svizzera. Già subito i primi preparativi ci indicano che siamo in ritardo per recuperare Rita, bene, penso, la mattina inizia con la stessa stella della sera. Recuperiamo Rita e facciamo rotta su Lugano, il TOM TOM, che il Dio della CPU lo strafulmini ci fa entrare in Svizzera da una frontiera secondaria - ancora chiusa - e ci fa prendere una strada panoramica per Mendrisio, strada tutta sui monti con tanto di cerbiatti. Amen! penso, ho comprato il TOMTOM "romantic pleasure", strada chiusa si va un po' a caso e finalmente Mendrisio e poi Lugano. Parcheggiamo senza problemi e senza problemi riusciamo ad espletare tutte le formalità, navetta, pettorali, deposito borse. Nel mentre una forte acidità di stomaco inizia ad assalirmi ed inizio a pensare che non sarà una giornata facile.
Andiamo a fare colazione, e dopo la colazione inizia a raddrizzarsi un po'. Troviamo Ylenia e il gruppo Marziano aumenta. Io sono l'anziano in mezzo alle "belle gnocche" come direbbe il nostro mitico Compa.
Finalmente la corsa inizia e mi lascio alle spalle le spighe del giorno prima, lo stomaco va bene e inizio a correre, corro bene, la gamba va bene, il ginocchio risponde bene. Vediamo, però, purtroppo che Ylenia deve abbandonare per un forte dolore al ginocchio Sx la salutiamo. Ale decide di correre piano piano con me e così al piccolo trotto, ma costanti iniziamo la nostra 10 Km.
La corsa va bene, riesco anche a scambiare battute con Ale e questo è un buon segno, indice che, nonostante il poco allenamento riesco ancora a correre.
Questa corsa mi ha fatto pensare a due cose.
la prima è che 10 Km per molti non sono nulla, molti neppure escono di casa per correre 10 Km, oggi per me sono, invece, stati tutto. 10 Km dopo mesi di "non corsa" è stato un traguardo importante, segno di aver lavorato bene sul ginocchio, segno di esserci nonostante tutto.
La secondo è un sentimento personale, stupido e piccolo. Io nella mia vita sono stato solamente una volta a Lugano. Sono andato nel 1982 a Lugano con mio papà ad acquistare un farmaco dal nome strano: "Mustargen". Ricordo bene quella "gita", ricordavo benissimo la scacchiera sul lungo lago, la cittadina, la polenta a Chiasso; non ricordavo, invece, il nome della farmacia. Farmacia Vittoria, mi ha detto mio papà al telefono non appena l'ho chiamato dopo la corsa. Ho subito guardato il tracciato e ho visto che ci siamo passati davanti. Il Mustargen era per me, ed avrebbe segnato di lì a breve l'inizio della mia chemioterapia. Oggi posso guardare a Lugano con occhi diversi, oggi è stata una bellissima giornata, ho corso 10 Km nella città dove ricordi dolci ed amari, la bellezza di essere solo con mio papà in una gita e l'amaro del futuro che mi attendeva, si miscelavano in un mix strano, oggi il mix è più dolce e vincente, oggi ho corso a Lugano.
Ah dimenticavo ho corso il 1:09:37,4 conseguendo il 390esimo posto della categoria 10-M40. Lento, ma oggi non avrei potuto dare di più. Oggi sono felice. Oggi Ale ha corso con me e tutto questo non ha prezzo.
Grazie Ale! Grazie Podisti da Marte.
lunedì 19 settembre 2011
Missione numero 29 LILT. Compiuta
Sabato suona la sveglia, non è un sabato qualunque, è il sabato della missione marziana numero 29, la mia prima missione marziana post infortunio, ma soprattutto la prima missione marziana dopo le ferie.
Per me è una mattina "complicata", bisogna svegliarsi, passare a recuperare nel box la "pappa" per l'orso travestito da cane che ci aspetterà nella ridente località di Sologno, nonostante tutto riusciamo ad essere puntuali in piazza Castello.
Arriviamo in piazza e troviamo già una nutrita, seppur piccola, folla. Runner, amici; gli amici di tante sgambate, ma anche persone nuove mai viste. Vediamo i volontari della LILT, uomini e donne a cui bisogna togliersi il cappello, mostrare rispetto per il lavoro che compiono per sostenere, veramente, le ONLUS.
Guardando in giro la mente mi riporta subito in appuntamenti molto importanti della mia infanzia e adolescenza, la mente mi porta subito al primo giorno di scuola. L'atmosfera è molto simile, ci si guarda in giro cercando gli amici più cari, ci si saluta tutti, si parla delle vacanze e dei progetti futuri, di un nuovo anno che inizierà. Nella ricerca, ovviamente, trovo anch'io gli amici più cari, tutti mi fanno immeritatamente i complimenti per Stoccolma, mi chiedono del ginocchio e si parlotta. Sono felice, felice di essere nuovamente in pista, di poter nuovamente correre, correre con i marziani, correre per una ONLUS. Sarò sincero, e molti inorridiranno per questo, ma mi piace immensamente di più correre qui, coi miei amici durante le marzianate che durante le gare blasonate ed ufficiali. Preferisco correre qui dove conta la solidarietà ed il sorriso, che dove contano tempi e sponsor. Abbiamo conosciuto anche Federico Tarantola, che con le sue due belle medaglie ci ha fatto rivivere le emozioni di aver sostenuto Special Olympics e ci ha fatto essere fieri per la sua impresa, questa è l'impresa che va invidiata e lui è l'uomo con cui dobbiamo congratularci. Bravo Taranto Bolt !!

Trovo anche Annarita Briganti, finalmente in strada con le scarpette ed il costume da bagno sexy che, finalmente, corre. Che gioia!
Alla fine, nonostante il mio pessimismo, alla fine questi chilometri passano e passano in fretta, le mie pulsazioni salgono, ma questo è lo scotto da pagare dopo un infortunio pesante, la condizione di forma diventa pessima e nel mio caso che atleta non lo sono mai stato la condizione di forma diventa pietosa.
La sera, ovviamente, tutti ad aspettare le foto, foto di questa marea umana gialla che per un giorno invade con la sua gioia la fredda, ed anche un po' anonima Milano, presto arrivano le foto di Capasso, Rita, Dominique e tanti altri e quindi ci si ferma davanti allo schermo a guardare gli scatti, a cercarsi e a cercare gli amici.
La festa, almeno per me, è ricominciata. Sono felice.
P.S. in questa missione abbiamo anche festeggiato un matrimonio di una copia di perfetti sconosciuti ai quali faccio i miei migliori auguri, sperando che l'onda gialla resti almeno un po' nei loro ricordi .
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