Biscottino è il nome che mi sono dato da fotografo, con questo nome corro coi Podisti da Marte. Andrea è il nome che porto nella vita, vita che con me è stata gentile mi ha dato amaro e dolce, luci ed ombre, amore ed odio.

domenica 18 dicembre 2011

Che splendido week end

Che meraviglia, oggi s'è terminato un week end splendido che mi ha regalato emozioni a non finire e mi ha insegnato un sacco di cose.
Ieri abbiamo vissuto, intensamente, la disabilità, ne abbiamo appreso alcuni aspetti sconosciuti. Oggi invece abbiamo visto la forza dell'amore, l'amore quello vero, l'amore di una mamma, speciale secondo me, verso il suo bambino, unico, bellissimo, speciale.
Tutto è iniziato con una marcia podistica non competitiva alla quale abbiamo partecipato, scopo, divertirci e correre per la prima parte di quei 50 minuti che mi spettavano come compito a casa della domenica. Ci siamo ritrovati in piazza Castello, ma pensa che stranezza, e li abbiamo iniziato la corsa lunga più o meno cinque chilometri. Abbiamo corso a ritmo libero, lento, piacevole, riuscivamo a parlare ed a scherzare. Poi l'ultimo pezzo, la mitica via Dante, teatro degli allunghi dei podisti da Marte. Oggi invece, questa bellissima via, vestita a festa per Natale, ha visto una grossa frenata dei podisti da Marte, tutti ci siamo fermati, tacitamente, senza nessun premeditazione, ad aspettare Simona, la Regina delle nevi, con il suo splendido Nick. L'abbiamo attesa e le siamo anche andati incontro, l'abbiamo vista arrivare ed insieme abbiamo corso quella via, incitando ed inneggiando a Nick, Nick era li, davanti a noi, e primo fra tutti stava andando veloce verso il gommone dell'arrivo. 
Oggi ho imparato che quell'amore smisurato mi ha regalato il più emozionante e commovente arrivo.
Sono fiero di essere immeritatamente circondato da persone splendide, con sentimenti veri e così alti ideali. Sono un uomo fortunato.
Dopo aver vissuto tutto questo oggi e tutto ciò che vi ho già raccontato ieri, non posso non andare con la mente ai miei week end di 3 anni or sono, quando erano dominati dalla noia e l'unica cosa che mi rendeva felice era poter lavorare in modo da non subire l'odiata TV.
Quei tempi sono passati e restano solo ricordi per me, oggi ho la fortuna di poter riempire i miei week end con persone che portano solo amore e solidarietà.
Che bello vivere queste emozioni con la donna che amo.

Sono un uomo fortunato.

sabato 17 dicembre 2011

Nidondolo

Che giornata oggi, giornata dalle forti emozioni. Questa giornata è iniziata, purtroppo, con la notizia butta della morte di un mio amico nella notte, proprio ricoverato da novembre in quell'ospedale che mi avrebbe visto presente per una bellissima evenienza poche ore dopo. Celestino, nella notte ci ha lasciato, ci vedevamo poco ultimamente, ma abbiamo condiviso per anni lo spazio angusto e stretto dello stesso piccolo ufficio fumoso di un anonimo palazzo di Telecom Italia. Che dire, la vita è così, terribile, ingiusta, senza pietà, ma bisogna accettare senza riserve il fatto che due sono gli eventi sicuri di una vita: la nascita e la morte.
La giornata però alla fine s'è indirizzata correttamente, la barca ha virato ed il vento, in poppa, ha finalmente gonfiato lo spinnaker della felicità e la gioia s'è impossessata di noi.
Eccoci finalmente, con gli amici, con i cari amici che condividono le mie gioie, ed a volte ascoltano i miei dolori, nella piazza del Niguarda, l'ospedale che ha ospitato Celestino per un po', dove abbiamo donato una meraviglia: un nidondolo o meglio un nidondolino. Fino a ieri non sapevo neppure che cosa fosse, ma anzi non ne conoscevo neppure l'esistenza. Così l'ho visto entrare, piccolo, semplice e colorato. Accattivante con i suoi colori sgargianti, proprio come un podista o meglio un runner, che con i colori sgargianti cerca di accattivare l'attenzione dei passanti. Eccolo il nidondolo: bello! 
Ho imparato anche che il nidondolo aiuta psicologicamente il piccolo malato dove può giocare autonomo e rafforzare il suo io. 
Oggi mi hanno insegnato che spesso ci fermiamo a vedere la superficie della disabilità, non andiamo in profondità. Oggi ho imparato che disabilità vuol dire, non solo, sofferenza fisica, ma anche psicologica e che gli aiuti ad accettare la disabilità devono essere erogati sotto tutti questi aspetti.
Il personale del reparto di unità spinale ci ha donato un pranzo - buonissimo - ma immeritato, perché noi, alla fine, facciamo, nel pieno della nostra normalità, azioni che ci divertono e che siamo ben felici di farle. 
I mille grazie ricevuti oggi mi hanno convinto che ad ogni missione siamo un pochino migliori di quanto lo fossimo prima e che un piccolo tassello di bontà e conoscenza si impadronisce di noi e non ci lascerà più per tutta la vita.
Accidenti! che strano, sono qui a dire ancora grazie a questo gruppo stupendo di persone, ma mi rendo anche conto che nella missione, così come nella posa, i veri protagonisti non siamo noi "Podisti da Marte", ma sono le persone che aiutiamo.
Quanto vale un sorriso? 
Un sorriso non ha prezzo, beh oggi per quanto mi riguarda vorrei regalare questi sorrisi al mio amico Celestino. 

venerdì 16 dicembre 2011

Missione numero 32 Archè. Compiuta

Il governo della bandana ci ha lasciato, ora è il tempo del governo del rigore. L'Italia è in recessione. La crisi economica-finanziaria sta soffocando l'Europa. L'Euro sarà ben presto soppiantato dal Bosso.

Queste sono le notizia, più o meno, che leggiamo ogni giorno sul giornale. Ogni giorno la stampa nazionale sta cercando di inculcarci nella testa che tutto sta andando male, e forse sarà vero, ma allora perché ieri sera ho assistito ad un altro miracolo (e questa volta senza la bandana). Perché ieri sera alle 19.00, nonostante il freddo, la nebbiolina e la recessione, un gruppo di valorosi si è comunque riunito nei pressi di P.zza Castello, storico luogo, ed ha corso a passo libero per circa 6 km al grido di guerra "auguri e buon Natale", perché ho visto tanti sorrisi. La risposta non la so, credo che la risposta stia nei nostri cuori, che quella emozione l'abbiamo vissuta, credo anche che sia necessaria una ribellione forte al senso di pessimismo e di tristezza che da ogni lato ci vogliono far trasparire. Credo che sia bello trovarsi tra amici, uomini e donne vere, sorridere, chiacchierare, socializzare lasciando a casa per almeno un ora al mese i palmari, gli AIPAD, gli AIFON e tutte le altre diavolerie, scoprire che è più bello baciare un amico con affetto che pigiare il bottone mi piace.
Poi oggi ho rivisto le immagini, ho guardato questa marea di persone che invadevano l'austera capitale economica d'Italia, la fredda Milano. 
Ho letto che sono stati ricavati, in quell'ora, oltre 1600 euro di donazione che vanno a bimbi meno fortunati di noi.
Potevo stare a casa, al caldo, a giocare con il PC e a spargere mi piace su FEISBUC, invece, ho scelto di esserci, di appartenere a questo piccolo miracolo, di vedere gli amici, di vedere seri professionisti correre vestiti da alberi e correndo, ho visto anche lei Maria "Laura Amisangeles" che telefonava placida e tranquilla all'arcangelo Gabriele comunicando che finalmente Paolo è nato, così potrà far compagnia a Luca.
Grazie amici miei, avete cambiato la mia vita ed oggi sono un filo più felice di ieri.

giovedì 15 dicembre 2011

Arrivederci ...

Ciao Tonino, non ci conoscevamo personalmente, io apprezzavo la tua arte, tu apprezzavi i miei scatti.

Abbiamo riso e scherzato per email e sui forum di fotografia. 
Ho sofferto la tua assenza ed ora soffro ancor di più sapendo che la tua gioia non tornerà, almeno su questo mondo. 

Sono sicuro che un giorno ci incontreremo e potremo finalmente scattare qualche foto assieme, per ora mi manchi e voglio ricordarti così, sorridente e protratto alla vita.

Buon viaggio.

mercoledì 7 dicembre 2011

Stasera niente corsa

Ci sono giornate che iniziano male, altre iniziano bene, alcune, invece, iniziano strane. Quella di oggi è iniziata strana. Premetto per tutti gli amici corridori che leggeranno che non parlerò di corsa, ma non parlerò neppure del mio ginocchio - ormai in secondo piano, come accade per tutte le notizie o le cose del mondo - e non parlerò neppure di centimetri da recuperare sui quadricipiti.
Insomma, oggi è cominciata strana. E' iniziata come capita a volte con dei pensieri che volano, che appaiono e "spaiono" nella mente come accade per le nubi nel cielo. 
Stamattina mi sono svegliato ed ho realizzato che nella giornata di domani farò il rogito della mia casa in Vigevano, o forse sarebbe meglio dire la mia mezza casa, nella giornata di domani anche l'ultimo tassello, l'ultimo rinvio verrà superato, domani la mia vita prenderà totalmente un nuovo corso e tutto ciò che è stato, o che mi legava alla mia precedente vita, non sarà più nel mio libro dei cespiti. 
La mia mente allora, portata dal vento dei miei pensieri, mi ha riportato al quel 9 ottobre del 2009, che ormai sembra lontanissimo, ed a come le piccole cose possono cambiare, per sempre, una vita. Quel giorno un piccolo gesto ha svegliato un sentimento che rimaneva nascosto e ha permesso il realizzarsi di un sogno, coccolato ed accudito nelle profondità siderali - dove si tengono i segreti inconfessabili - del mio cuore.
E' facile leggendo pensare che nella profondità del mio cuore ci fosse lasciare mia moglie, ma così non era. Nella profondità del mio cuore c'era la possibilità di avere una compagna nella vita che vivesse ogni giorno assieme a te.
Pensavo ancora a quel piccolo gesto, un bacino, e quante cose ha innescato quel bacino. Pensavo alla Festa's house e alle notti passate da solo tra le mura e le giornate passate con lei. Pensavo anche ai giorni difficili di sofferenza e di dubbi, anche se un dubbio non ha mai adombrato la mia mente, mai ho dubitato di non amarla.
Oggi è stata la giornata così, affogata nei bei ricordi di quel lontano 9 ottobre e agli eventi veloci che si sono susseguiti dopo. Ho ricordato la nostra prima nevicata, osservata da quella strada dove oggi parcheggiamo l'auto. 
Verso la fine dell'anno è solito per noi esseri umani fare il consuntivo di un anno che è passato e avere i propositi ed i desideri per l'anno che arriverà: io farei la firma subito per avere un 2012 bello come il 2011.
Insomma tra questi mille e mai più mille pensieri, alla fine, resta vivo il pensiero del ricordo. Resta vivo il pensiero che sono un ometto fortunato. 
Stasera cenavo con amici e la casualità ha fatto si che si parlasse un po' della nostra separazione partendo dalla constatazione di quanto questa sia costosa. Alla fine, anche in quello sono stato fortunato, grazie a due genitori indescrivibili pur avendoci rimesso molto - alcune cose sono perse per sempre - ho la fortuna di ritrovarmi nelle stesse condizioni economiche precedenti alla separazione, di vivere in una casa piccola e calda, accogliente e fatta a mia(nostra) misura ed immagine.
Stasera, al rientro dalla cena, volevo esercitarmi sui nodi doppi inglesi, invece, ho sentito il bisogno di raccontare questa giornata così, di fermarmi, di guardare con gli occhi la bellissima donna che amo e di guardare con il cuore l'amore che provo per lei. L'effetto di questa visione è perfettamente allineato alla giornata, la visione è strana, con gli occhi vedo una donna bellissima, che mi ama e che gioca in mutande con l'iPhone, mentre con il cuore vedo sempre una donna bellissima, vedo l'amore che provo per lei che accresce ogni giorno, ma non vedo la fine di questa rampa, non riesco ad immaginare un giorno della mia vita senza che io la ami un filo di più.
Ora vado a dormire, buonanotte a tutti voi.